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venerdì 23 gennaio 2009

Malga San Leopoldo da Val Dogna


Mmmmhhh, che stradaccia...mmmmhhh che nebbia...Ma oggi non doveva essere una bella giornata??Dopo una fila di curve e tornanti con il fondo stradale pulito ma procedendo comunque con cautela, arrivo finalmente al borgo di Chiout (MT. 838) da dove comincia l'escursione di oggi. Tutto intorno e' il nulla, nel senso che non si vede una ramazza. Ma, col senno di poi, meglio cosi. La meraviglia arrivera' dopo, come sempre succede in montagna; la fatica viene in qualche modo sempre ripagata o dal paesaggio, o dalla scoperta di fiori, piante o semplicemente di un panorama incontaminato come quello della Val Dogna. Parto sulla strada forestale che sale dolcemente con diversi tornanti e intorno non riesco a scorgere proprio nulla. Ci sono tracce di scarponi sembra recenti, infatti le ciaspe non sono servite fino a che la neve si e' alzata e qui la traccia si fa piu' evidente: forse due persone ma non e' ancora chiaro. Ad un certo punto vedo tra gli alberi un po' di luce: siiiii!!!Il sole, l'azzurro e il bianco circondano il tutto. Accellero istintivamente il passo e comincio a grondare di sudore, per cui mi spoglio un po'.La giornata e' calda e, arrivato alla sella Bieliga, mi volto indietro e vedo la mole del Montasio che si innalza su tutto!"Il piu' grande e possente", come lo defini' il grande Kugy. E, guardando la parete sud-ovest non possiamo che dargli ragione. La sella e' larga e liscissima, solo poche tracce di ungulati qua e la', e la traccia ora evidente di due persone con ciaspe, che mi anticipa non di molto credo. Non ho detto che uscito al sole sugli ultimi tornanti si poteva vederebene Lo Jof di Dogna a Ovest e il monte Berda ad est, mentre vicino al Montasio la paretona del Cimone si erige come un muro.Olrtepassata la sella ho prestato molta attenzione al punto in cui bisogna svoltare a sinistra, in quanto il ceppo e' quasi completamente sommerso dalla neve. Le orma infatti proseguivano in due direzioni...Imboccata la via giusta proseguo per una buona mezz'ora e infine...arrivo alla Malga San Leopoldo (Mt. 1.565) dove trovo finalmente chi mi ha preceduto: Cristina e Costantino, escursionisti di Spilimbergo con cui si chiacchiera un po' di tutto. La vista e' incantevole sia verso il Montasio che verso la Val Canale. Da li si potrebbe salire sulla cima del Monte Piccolo, neanche 100 mt piu' in su...ma no, non ho palle, me ne torno indietro che son gia' un po' stanchetto. I colori dell'imbrunire al rientro mi riempiono il cuore e mi soffermo piu' volte a far foto. Torno in macchina e scopro che Iago stava pranzando con una bella cacca umana: lo schifo mi colpisce come una sberla e penso che stasera gli spruzzo in bocca quello per i fornelli.
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mercoledì 21 gennaio 2009

Monte San Canzian


Breve ma piacevole passeggiata oggi (11 gennaio) verso la Cima del Monta San Canziano (Mt. 723). Partenza da Mezzana, piccola frazione di San Pietro al Natisone. La giornata era bella e calda e volevamo far correre un po' i cani ma anche farci una camminata insieme io e Sonia e chiacchierare un po'. Il percorso, che comincia su una comoda carrareccia, prosegue poi sulla cresta in un sentiero mai pericoloso per arrivare infine alla cima ove ci sono i ruderi di una chiesetta. Lungo il tragitto si possono vedere antichi esemplari di castagno; piú avanti, verso la cima si vedranno bellissimi esemplari di carpino nero e carpino bianco e un bosco di faggi. IL ritorno segue lo stesso percorso dell'andata.

domenica 18 gennaio 2009

S. Anna di Carnizza Mt 1.076


Approfitto di questa splendida e calda giornata di gennaio (il 10) per continuare la mia esplorazione delle montagne innevate con l'utilissimo regalo che mi hanno fatto i miei amici: le ciaspe!Partiamo io e il mio fido cagnone in una vallata splendida nel cuore del Parco delle Prealpi Giulie. Anche questo giro ho incrociato un paio di sciaplinisti (!!) che stavano salendo con calma verso Sella Carnizza (Mt 1.090).Quest'ultima è un ampio passo che mette in comunicazione la valle di Uccea con la Val Resia. Lasciata la macchina a Lischiazze nei pressi di un ponticello parto di buona lena percorrendo quella che d'estate e' una comoda rotabile. Di fronte le Cime del Monte Musi appaiono immense ed inaccessibili per la loro verticalita' e il loro innevamento. C'e' da dire che fino alla chiesa di S. Anna
non ho avuto bisogno delle racchette, infatti la strada era ben battuta. Dopo la Sella si apre una conca prativa con diverse costruzioni che formano gli stavoli Gnivizza. Qui il senso di pace e' totale e cerco di immaginarmi lo stesso luogo d'estate.Proseguo verso la chiesa e la raggiungo in 10 minuti. Qui a S.Anna di Carnizza si puo' osservare l'arco morenico ottimamente conservato del piccolo ghiacciaio che scendeva dal versante settentrionale del Monte Zaiavor: vi corre sopra la strada (CARTELLO).Qui il Monte Canin con la Baba Grande comincia ad intravedersi ma e' seguendo la strada che porta alla Casera Nischiuarc che si possono fare le migliori foto. Io mi sono fermato a meta' strada e poi sono ritornato a valle. Da tornarci anche d'estate.
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mercoledì 14 gennaio 2009

Val Visdende


Bella camminata oggi (4 gennaio) in Val Visdende, splendida vallata della Provincia di Belluno, vicino al confine con il Friuli Venezia Giulia. La temperatura alla partenza era davvero rigida, il termometro della macchina segnava -16°!!Poi il vento che ci ha sferzato lungo il torrente Cordevole non faceva che aumentare il freddo percepito dal nostro corpo. Sofferenza ripagata ampiamente non appena siamo sbucati nella piana, dove, oltre al sole, si apre un panorama stupendo verso la catena Carnica di confine e il Peralba. Siamo giunti alla Locanda all'Alpino e qui, a quota 1330 mt, decidiamo di fare una sosta anche perche' ci sono delle panchine esposte al sole che ci invitano al riposo. Io Marco e Joseph ci dedichiamo al lancio di palle di neve e alla lotta mentre Sonia preferisce ammirare il paeseggio con il suo piccolo peloso. Ripartenza verso il Bivio Ciadon, che non raggiungiamo per via dei capricci di Joseph. Affianchiamo l'affluente Londo camminando ora in mezzo al bosco, la strada comincia a non essere cosi' battuta come prima e si decide di rientrare. Giornata splendida e le foto rendono bene l'idea per questa ultima camminata delle ferie.
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martedì 13 gennaio 2009

Traversata da Valle Avanza alla Val Sesis


Oggi (3 gennaio, non la data di questo post) e' il mio compleanno e non potevo chiedere di piu': infatti mi alzo di buon ora e il sole mi lancia subito un segnale chiaro: "MUOVITI!!!"Ok ok, penso, non serve mica alzare la voce...E allora preparo la colazione e piano piano mi seguono anche Sonia e Marco, Joseph invece se ne stara' a letto ancora per un bel po'.Sonia e' ancora convalescente quindi io e Marco decidiamo di prepararci e di affrontare la traversata da Pierabech fino a Cima Sappada.Gia' dalla descrizione e guardando la cartina intuiamo che sara' lunga e faticosa, pur non presentando un dislivello troppo impegnativo (800 mt in salita e 530 mt in discesa).Partiamo tardi anche perche' abbiam dovuto portare una macchina a Cima Sappada e in quella zona c'e' un casino infernale di sciatori del sabato.Tornati a Pierabech lasciamo la macchina e partiamo di buona lena. Il freddo infatti e' pungente ed e' meglio scaldarsi subito. Arrivati alla prima biforcazione incrociamo un ragazzo che da solo si stava apprestando a fare il nostro stesso percorso ma con uno zaino 5 volte piu' pesante. Scopriremo in seguito che Riccardo ha deciso di dormire in tenda vicino alla Casera!!Da non credere, considerando che la temperatura di notte a quella quota raggiunge facilmente i -15°/-20° !!Lo reincontreremo lunedi' mattina mentre torna alla macchina e approfittiamo per scambiarci numeri di telefono ed esperienze personali. Ma torniamo a noi. Proseguiamo lasciando il nostro nuovo amico indietro e ci addentriamo nel bosco. Qui il percorso si fa incerto, i tronchi degli alberi ci sbarrano spesso la strada e siamo costretti ad affinare i sensi per non perdere la traccia dello scialpinista che abbiamo incrociato in precedenza. A quota 1500 mt ci infiliamo finalmente le ciaspe e poco dopo ... finalmente il sole e una vista magnifica !Sulla nostra destra appaiono infatti le Crete dei Cacciatori e il Chiadenis, con un colore della roccia e del cielo che emozionano.Proseguiamo ancora e, passata la Casera di Casa Vecchia, raggiungiamo il Passo Avanza. Ed ecco che si comincia ad intravedere anche il Peralba !!Abbondiamo di foto ed arriviamo fino alle Sorgenti del Piave, l'ambiente che ci circonda e' da favola: una distesa bianca che nasconde strada, prati e persino parte del rifugio!Staimo un po' fermi e il freddo si fa subito sentire. Quindi si riparte per scendere in Val Sesis in quella che d'estate e' una strada parecchio trafficata dalle macchine. Arriviamo all'imbrunire, stanchi ed infreddoliti, senza aver mangiato nulla e con solo un po' di the caldo nelle budella. Ma all'arrivo ci aspettano nell'ordine: il caldo eccitante della stufa, una doccia bollente e una pizza che siamo andati a prendere a Rigolato(con birra). E alla fine si brinda: buon 32° compleanno David!
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martedì 6 gennaio 2009

Casera Bordaglia di Sotto


Ed eccoci arrivati alle ferie sulla neve!3 giorni di camminate per 3 belle escursioni.La prima e' cominciata gioco forza tardi, verso le tre di pomeriggio, visto che siamo arrivati a Forni Avoltri verso le due. Compagno di gita il nipotino Joseph, che come al suo solito comincera' a lamentarsi con le solite frasi tipo "Sono stanco", "Quando si arriva", etc.La giornata era limpida con qualche piccola velatura e freddo pungente (quote da 1000 Mt a 1500 circa).Due rimpianti: non essere riusciti ad arrivare alla Casera e non aver visto il riflesso del tramonto sui Monti di Volaia. Il buio infatti stava velocemente inghiottendo tutto. E siccome avevamo una lampadina in tre, abbiamo deciso di scendere velocemente. Tre ore totali come riscaldamento per le due giornate successive...

mercoledì 24 dicembre 2008

Casera Valdajer da Ligosullo


Quando ero piccolo e sentivo parlare un mio amico di Paularo pensavo: ma da dove cazzo viene questo qua che parla in sto modo strano?Paularo?E dov'e' esattamente?Per me le nostre montagne erano come le Ande: lontanissime !!Angoli remoti di terra che non avrei mai pensato di incontrare. E invece...Eccoci alle 10.30, dopo aver fatto la solita colazione di camminata invernale a base di cappuccio e brioches a Paularo, a prendere la rotabile per Ligosullo.Mollata la macchina ai primi segni di ghiaccio, ci siamo incamminati fino a raggiungere un ristorante (APERTO!!) e da qui con le ciaspe lungo il sentiero che avrebbe dovuto portarci sul Dimon costeggiando tutta la montagna. Ma ad un certo punto ci siamo fermati causa valanghe. Le sensazioni poi non erano buone e siam qundi tornati indietro. Incrociamo un ragazzo, Mario, che stava facendo scialpinismo e ci ha accompagnato in uno stavoletto di sua proprieta'e ci ha presenteto la mamma e ci ha offerto una birretta. Dopo due chiacchiere ci siamo congedati e siam tornati sulla strada principale da dove siam risaliti fino alla Casera Valdajer e poi da li fino alla piccola vetta vicino a noi. Posizione interessante per fotografare (come ho fatto) Sernio e Grauzaria.Tornati giu' ci siamo pappati al ristorante un vassoio di affettati squisiti e altre due birrette al costo totale di 15 Euri, ovvero quelli che aveva Marco.Bella giornata di sole non fredda per una passeggiata in un angolo poco conosciuto di questa nostra amata regione.
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mercoledì 10 dicembre 2008

Cima Bella (Mt 1.911) da Ugovizza


Lunedi' decisamente meglio dopo una dormita storica di 8 ore!Partenza da Udine verso le 8.45 e arrivo a Ugovizza in 45 minuti circa. Prima della partenza io e Marco ci siamo pero' fermati a Pontebba per cappuccio e brioches, una di quelle abitudini che mi fanno ancora di piu' sentire in ferie...La rotabile che saliva da Ugovizza era battuta ma bisognava avere le catene, per cui parcheggio in paese vicino al torrente e camminata spedita fin quasi ad un agriturismo che si rivelera' al ritorno non solo aperto, ma con un'offerta di portate e vino ottimi a un prezzo contenuto. Dicevo: alla quota di 1.200 Mt circa ci siamo infilati le ciaspe e abbiamo proseguito attraverso il bosco, in un'atmosfera da fiaba, fino alla forcella di Fontana Fredda, per poi salire alla vetta dal versante Nord, pieno zeppo di neve e con percorso non battuto e piuttosto ripido (30-35° circa).
Una vera sfacchinata, i 150 metri che ci separavano dalla vetta li avremo fatti in almeno 3 quarti d'ora !!Poi, la vetta: magnifica e isolata, con una panoramica a 360° su tutto, Alpi Giulie in primis ma anche Austria e Catena Carnica. Si stava da Dio, erano le 14.30-15 e c'era un sole della Madonna, l'aria era limpidissima e io... avevo perso la sacca porta ciaspe.Cazzo!!!Antonio sara' felice assai, cerchero' di rabbuonirlo prima della notizia...Ritorno dal versante Sud seguendo i binari degli scialpinisti, fino all'agriturismo, dove ci siamo scaldati e rimpinzati. Pure i cani hanno ricevuto un prezioso osso, per dire dell'ospitalita'!!All'uscita la notte, la luna e il freddo (circa -8°) ci stavano aspettando, e noi, tra una chiacchiera e infinite perdite d'equilibrio, siamo tornati alla macchina, stanchi ma evidentemente soddisfatti della camminata.
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martedì 9 dicembre 2008

Rifugio Emblateribm da La Maina


E dopo tanto aspettare ecco finalmente 3 giorni di pace!Sabato sera ho mangiato e bevuto davvero tanto e la notte mi sono girato e voltato come una bistecca. Per cui la mattina di domenica mi sono alzato alle 7 e mezza praticamente gia' stanco e affaticato. Ma felice di avere davanti due giornate di sole e neve!L'itinerario di oggi prevedeva un anello di circa 14 km detto proprio Anello di Sauris (vedi Sentierinatura) con un dislivello di circa 700 mt. L'inizio e' stato difficoltoso perche' il sentiero non era battuto e non si riusciva a trovare il segnavia. Finalmente io e Marco imbocchiamo la strada giusta e saliamo fino al rifugio Emblateribm (Mt 1.411) dopo aver attraversato il bosco meravigliosamente pieno di neve(1 Mt circa).
Guardiamo l'orologio: e' gia' l'una. E siamo molto lontani da Sauris di Sopra, nostra meta. Al che, dopo aver fotografato il Bivera e il Tinisa, siamo scesi a Sauris di Sotto dove ci attendevano Fabrizio e Zaral per una mangiata e bevuta in compagnia, peraltro piacevole.Prima gita con le ciaspe della stagione, per cui bisognava trovare un po' i movimenti giusti e il giusto ritmo. Alla fine della giornata ero veramente cotto!Le padelle erano inutili in quanto la neve era troppo fresca e si affondava. Giornata di riscaldamento per l'escursione del giorno dopo, che prevedeva la salita alla Cima Bella da Ugovizza . . . decisamente piu' impegnativa!
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venerdì 28 novembre 2008

Verso il Monte San Simeone


Verso si perche' non sono arrivato in cima, e nemmeno alla baita che era a quota 1200 circa. Ero all'incirca sui 1000, all'ultimo curvone che faceva da terrazza al gruppo del Plauris, al Lavara e ai Musi.Ma andiamo per ordine. La giornata e' di quelle che ti vien voglia di andare in cima al mondo e urlare!Al mio arrivo alla sella di Interneppo c'erano i -2°c.Quota 300.C'e gia' un bel po' di neve, circa 25-30 cm e i segni di qualche macchina, io ho preferito parcheggiare subito. Diciamo subito una cosa: la rotabile e' molto bella ma terribilmente lunga, il sentiero che taglia non era consigliabile vista l'incognita ghiaccio. Perche' rischiare?Iago dopo un quarto d'ora dalla partenza e' sparito per un altro quarto d'ora, avra' beccato sicuramente qualche bestia come lui, c'erano segni evidenti di ungulati.Una bella emozione me l'ha data la vista dei grifoni:sono uccelli veramente enormi !Io ci sono abituato . . .E sembrano terribilmente a degli avvoltoi, infatti ne condividono la specie, come gli sparvieri e le aquile.
.Il tempo stringe e cerco di velocizzare il passo ma alle 12.15 sono ancora lontano dalla vetta. E allora, sul tornante dell'ultimo tunnel, mi fermo, bevo un po' di the caldo, preparo il cavalletto e scatto un po' di foto. Rientro quasi di corsa, alle due sono in macchina e il termometro segna sempre -2°. Come l'Amariana, anche questa escursione e' da ripetere in primavera.
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lunedì 24 novembre 2008

In volo sulle Alpi Giulie


Quella di ieri e' stata un'esperienza magica: volare con un ultraleggero sopra le mie montagne!!Il mezzo e' uno storke 2 posti di ultima generazione, piccolo ma molto sicuro e all'apparenza facile da guidare; infatti viene utilizzato per far volare i principianti, avendo doppia cloche.Ho scelto di volare con questo mezzo perche' ha degli sportellini che si aprono per poterci infilare la macchina fotografica. La tensione c'era, non tanto alla partenza e neanche all'arrivo, ma in volo c'erano delle folate che mi mettevano un po' di brividi...Ovviamente dissimulavo molto bene concentrandomi sulle foto e sul panorama che, grazie all'aria tersa, era incredibile!Il percorso e' stato: Val Tagliamento, Val Resia, Val Raccolana, Val Fella e rientro.Totale 1 ora e 5 minuti di volo magnifico. Lo sguardo di Dio. Unico rammarico non essermi potuto avvicinare al Plauris, considerato zona protetta per via dell'aquila. Per il resto, una vera figata !!Ho fotografato il Canin, il gruppo dello Jof di Montasio, il Cimone, lo Zuc dal Bor, Il Mangart e le Alpi giulie slovene, Cave del Predil con il Lago, il Lussari e per ultime l'Amariana e il Chiampon (si, anche Venzone).Bravissino Saverio che mi ha fatto passare una giornata indimenticabile!!
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domenica 9 novembre 2008

Monta Amariana - Mt 1.905


Ore 9.15. Sono in piedi dalle 7.15 e sto aspettando. Chi? Quella bestia di Marco che, tra sogno e realta', finalmente si materializza. In ritardo di solo 1 ora (appuntamento 8.15), lo saluto veloce ed entro in macchina. Destinazione Amaro per fare la cima del Monte Amariana.La giornata a Udine e' bella ma guardando verso le montagne ci sono solo nuvole, tant'e' che non si vedono. Ma ormai ci siamo. Marco mi ha detto che verso le 7.30 era tutto nero. Certo mio caro Marco, certo.Voleva dormire Zeuberg. Arrivati alla forca del Cristo (Mt. 980) verso le 10, ci siamo avviati di buona lena percorrendo un sentiero non ripido che ci ha portato, dopo circa 1h e mezza, al canalino attrezzato.Abbiamo dovuto legare i cani anche se col senno di poi non era necessario. Piacevole la salita, non difficile ma con qualche tratto di arrampicata. La corda di ferro serviva solo in pochi punti, ma in discesa e' comunque comodo averla stretta fra le mani. Alle 12.30 siamo arrivati in vetta. Non si vedeva veramente una mazza, solo in alcuni momenti il cielo si e' aperto lasciando intravedere lo spettacolo !Ma e' durato molto poco. Sopra con noi c'erano delle donne tetesche e due ragazzi di Tolmezzo. Foto con la madonna, panino veloce e poi giu', dato che il tempo faceva cagare e faceva pure freddino. Iago scendendo si e' piantato in due punti, poi dopo numerosi incitamenti e un aiutino, ha superato le difficolta'. Quel matto di Kiro ha rincorso un sasso fin non so dove, e' tornato su dopo 10 minuti disfatto e tremante ! Arrivati alla macchina abbiamo incontrato un cacciatore che andava a cinghiali e cervi. L'anno scorso ci raccontava che ha beccato un cinghiale da 150 Kg!! Chissa' quanto ragu' che ci ha fatto !!

sabato 18 ottobre 2008

Monte Briniza - Mt 1.636

Le previsioni davano una giornata stupenda ed io, nonostante il mal di stomaco che mi ha flagellato tutta la settimana, ho deciso di proporre a Sonia una camminata sul Gran Monte, zona Passo Tanamea. Allora sveglia neanche tanto presto (8.15) e arrivo a casa mia per prelevare il Bobo grande. Il cielo su Udine e' bello azzurro ma via via che ci addentriamo nell'alta val torre si fa tutto piu' plumbeo. Ma come??Ormai siamo arrivati al Passo e si parte, sperando in un miglioramento. Oggi Sonia talpina, per cui si va su piuttosto rapidamente. Il dislivello e' di circa 700 metri, per cui sto molto attento a come va su la Donna, ripetendo spesso: "Quando vuoi ci riposiamo."Ad un tratto vediamo un nastro bianco e rosso con una croce vicino: qui e' successo l'incidente dei ragazzi che stavano andando su con la neve. Il pezzo e' molto ripido, con il ghiaccio deve essere una lastra e non ci sono neanche alberi vicino cui aggrapparsi.
Segno della croce e proseguiamo fermandoci solo per mangiare due panini. Iago si fara' gli affari suoi per tutta la camminata, andata e ritorno.Una volta arrivati alla selletta erbosa, il panorama e' di quelli da togliere il fiato: si vede tutta la pianura friulana con le colline di Tarcento e Cividale, ma quello che sorprende di piu' e' la vista del mare, uno specchio d'acqua che si estende fino a Trieste e oltre. Le foto e i video non rendono l'idea. Dall'altra parte il Canin e le alpi Giulie fanno da sfondo ad un panorama fantastico. Sulla croce di vetta anche due lapidi, non mi era mai capitato finora. Dopo la firma sul libro di vetta mi accingo da solo a salire sul Briniza per fare un po' di foto panoramiche e piano piano il cielo si apre...che meraviglia!Il sentiero continua sulla cresta erbosa, sarebbe bello fare tutto l'anello, me lo segno come promemoria. Sonia mi aspetta, quindi ridiscendo e torniamo giu' per lo stesso sentiero dell'andata, di buona lena, tant'e' che in un'ora siamo gia' alla macchina. Ora il cielo e' tutto azzurro e sono in maglietta, davvero insolito per la stagione!!Guarda le foto

sabato 11 ottobre 2008

Malga Pieltinis



Al diavolo anche la corsa!Ma come si poteva stare a casa in una giornata cosi'? Con questa botta di alta pressione da qualche giorno anche qui da noi il tempo e' una favola, in montagna poi, con i colori autunnali ... E allora partenza verso le 10.15 verso Sauris, fraz. Lateis per fare una passeggiata con la mia amata e le due belve, Iago e Gas. Come consigliato da sentierinatura abbiamo lasciato la macchina al bivio tra il sentiero 220 e 206; la strada era tutta asfaltata e quindi, dopo essere arrivati a Malga Gerona, ho avuto la brillante idea di raggiungere il Monte Torondon direttamente per il prato, invece di continuare sulla carrareccia. Idea ovviamente pessima in quanto la vegetazione era alta e Sonia mi ha piu' volte minacciato di amputazioni importanti. Fallito l'obiettivo e trovandomi costantemente sotto minaccia, ho deciso di ridiscendere, prendere la macchina e andare a Malga Pieltinis, da dove poi continuava il sentiero per la vetta, che non abbiamo fatto. A parte tutto, giornata limpida e calda (sui 2000 in maglietta maniche corte), camminata non troppo faticosa e tanto chiacchierare, che con Sonia non manca mai.
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domenica 5 ottobre 2008

Julium Carnicum


MMMMhaaaaa!!! Ma che cos'e' questa frizzantezza nell'aria??Ma .. che sole ! Che giornata !Boh forse sto esagerando. Oggi era in previsione una passaggiata a Zuglio con la mia amata Sonia per vedere i resti del foro romano (ok) ed eventualmente il museo archeologico (no). E' stata proprio una bella giornata, un po' faticosa visto l'accumulo dela settimana, ma molto soddisfacente, anche per quei poveri cani che si sono scatenati. Si ragionava sul fatto che era un bel pezzo che non si faceva una bella passeggiata con loro. Ed ecco fatto, tutti e due con le occhiaie da fatica. Per prima cosa abbiamo affiancato il torrente But in un sentiero largo e molto agibile fino ad un bel parchetto con giochi e minigolf di proprieta' delle Terme di Arta. Tornati indietro abbiamo visitato i resti del Foro Romano ed abbiamo constatato che hanno costruito le case praticamente attaccate ai resti (chissa' quanta roba c'e' li sotto...). Dopo aver mangiato per 10 Euri a testa all'Edelweiss a Piano D'Arta (Buoni gli gnocchi di zucca) siamo ripartiti per una vera camminata che da Sezza ci ha portato, attraverso il ponte vecchio di Bueda tutto in pietra, a S. Pietro di Carnia, a quota 749 mt; un saliscendi che normalmente sarebbe stata una passeggiata ma che diventa una sky race vista la fatica accumulata in settimana.Sonia invece in gran forma.
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